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PIANO D'AZIONE

ultimo aggiornamento: 18 aprile 2017

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La strategia del Piano di Azione del Gal Marmilla per il 2014-2020, ha individuato linee strategiche che s’integrano e si completano all’interno dei due ambiti tematici prescelti:

  • SVILUPPO E INNOVAZIONE DELLE FILIERE E DEI SISTEMI PRODUTTIVI LOCALI;
  • VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E PATRIMONIO ARTISTICO LEGATO AL TERRITORIO

Le linee strategiche individuate sono quattro:

  • I sistemi produttivi locali per la sana alimentazione, la salute e l’inclusione.
  • I sistemi produttivi locali per la formazione, la didattica e l’imprenditoria innovativa.
  • I beni culturali per l’appartenenza e la specializzazione del territorio.
  • Il paesaggio culturale come risorsa su cui investire.

Le prime due sottendono a un’integrazione tra tutti i settori produttivi presenti e le istituzioni pubbliche che si occupano di cura e di alimentazione, spingono per la multifattorialità delle aziende, riconoscono la debolezza in termini di competitività del tessuto socio – economico, sottolineando la mancanza d’innovazione e ricerca.

Le altre due linee strategiche partono da un concetto più ampio di paesaggio, inteso come manifestazione materiale e immateriale della sua trasformazione nel tempo. Il paesaggio riconosciuto dalle comunità, quando non ha natura esperienziale (saperi e produzioni tradizionali), è fatto principalmente di beni archeologici, di centri storici, di beni artistici, di natura incontaminata che sono le specialità della Marmilla riconosciute a livello internazionale.

 

SVILUPPO E INNOVAZIONE DELLE FILIERE E DEI SISTEMI PRODUTTIVI LOCALI (AGRO-ALIMENTARI, ARTIGIANALI E MANIFATTURIERI).

I fabbisogni emersi richiedono politiche di coordinamento per la costituzione di reti formali, la diffusione capillare d’informazioni e di relazioni tra operatori e istituzioni per trasferimento di conoscenze e di buone pratiche da parte degli operatori, più ascrivibili ad azioni di sistema o che prevedono principi di selezione rivolti a partenariati pubblico-privati che operino su base sovracomunale, piuttosto che a interventi ordinari rivolti alle singole aziende. Ciò che deve apparire chiaro è che l’ambito tematico prescelto intende specializzare il territorio per un’offerta correlata a principi di tutela delle risorse locali, della biodiversità e che risponda nei processi produttivi e nell’insediamento degli operatori a requisiti ambientali, di rispetto delle componenti paesaggistiche ed eco-sistemiche, secondo metodi biologici. Le filiere e i sistemi produttivi rilevati sono tutti compresi nell’ambito tematico, vista la rarefazione delle aziende che emerge dai dati statistici, ma si cercherà, attraverso i principi di selezione, di fabbisogno formativo, che riguarda principalmente la cultura gestionale di impresa e l’acquisizione di tecniche e metodologie per sperimentare sistemi produttivi anche innovativi, potrà essere soddisfatto anche attraverso bandi specifici del FSE o attraverso progetti di cooperazione su altri fondi.

E’ però nel potenziamento del mercato e del consumo interno delle produzioni, nell’organizzazione di una rete commerciale, nella caratterizzazione delle produzioni che la comunità ritiene che gli interventi connessi all’ambito tematico debbano incidere. Questi interventi di filiera correlati a un’alta qualità in termini di caratterizzazione nutrizionale favoriscono l’aumento delle produzioni e specializzano il prodotto “Marmilla” che, organizzato, può aspirare ad aumentare le esportazioni. L’altro elemento che trae vigore dalla passata programmazione e che ancora rappresenta un fabbisogno del territorio sono gli interventi correlati alla multifattorialità dell’azienda agricola e con particolare attenzione al tema della cura dei disagi e dell’apprendimento con attenzione alle reti durature e costituite formalmente che potranno includere anche istituzioni e scuole. In qest’ambito tematico si può individuare una continuità con le misure 311, 312 e 321 della precedente programmazione.

 

VALORIZZAZIONE DI BENI CULTURALI E PATRIMONIO ARTISTICO LEGATO AL TERRITORIO.

Innumerevoli e diffusi sono i beni culturali e il patrimonio artistico della Marmilla: in alcuni casi rappresentano un unicum a livello internazionale (Monte Arci-Ossidiana), in taluni riconosciuti patrimonio dell’umanità (Reggia Nuragica di Barumini), in altri d’interesse comunitario o a protezione speciale (Giare). A questi ambiti territoriali speciali si devono aggiungere un’impressionante numero di presidi della, di beni storici e artistici, di siti archeologici, castelli, centri storici, questi ultimi tesori di esperienze e saperi che rimandano a tempi in cui l’assetto socio-economico viveva di un’auto-sostenibilità comunitaria fonte di benessere e di permanenza. La diffusione di questi beni e l’intraprendenza di soggetti rilevanti, spesso giovani, che intervengono sulla loro valorizzazione attraverso processi innovativi di rete informali e di contaminazione con altre arti o con le produzioni di qualità, sono il punto di partenza per la realizzazione di un prodotto culturale unitario della Marmilla, attraverso la costituzione di partenariati pubblico-privati e reti private anche intersettoriali. L’ambito tematico connesso all’offerta culturale del territorio è capace di imprimere un rafforzamento del senso di appartenenza che se coniugata ai sistemi di apprendimento e all’inclusione di tutte le fasce di popolazione può determinare permanenza giovanile e nuove residenze. Nella scelta e definizione di quest’ambito tematico c’è continuità con l’attività svolta nella scorsa programmazione sia con riferimento alle conclusioni giunte con la redazione del piano di marketing partecipato, sia in riferimento alla sperimentazione di reti (purtroppo informali) tra operatori economici e istituzioni pubbliche nel dominio della Misura 313 azione 1 (MarmillAttraverso) e azione 2 (MarmillAccogliente).

Con il progetto (MarmillAttraverso) si è pervenuti alla geo-referenziazione di tutti i beni culturali e gli attrattori presenti con la realizzazione di percorsi i cui nodi sono rappresentati da strutture ricettive o luoghi di vendita di prodotti tipici, secondo un’idea d’integrazione tra settori per la costruzione di un prodotto territoriale.

La metodologia dell’Ecomuseo (territoriale-open air) consente la partecipazione della cittadinanza e favorisce reti nazionali e internazionali.